Si potrebbe dire che l’astuzia non è un dono di tutti, ma il caso di Carmine Ronato andava ben oltre la speranza umana. Di solito si pensa ad una tara mentale, ma non era il suo caso: lui era proprio scemo. Gli vennero fatti dei test su disturbi della personalità, ma risultò solo che era scemo. Provarono a vedere se avesse disturbi dell’apprendimento, ma risultò solo scemo. Gli misero un paio di occhiali per capire se leggeva in quel modo a causa di qualche disturbo della vista, ma risultò solo che era scemo.
Carmine era scemo, certo, ma non era uno di quegli scemi che facevano compassione. Persino San Giuseppe gli avrebbe spaccato un bastone in testa. Il suo problema era, sicuramente, l’arroganza. Carmine era la classica persona fanfarona, spaccona, senza nessun pregio. Il peggio è che non lo sapeva. Quando si presentava alla gente, Carmine era convinto di fare bella figura, e aveva tanta fiducia in sé stesso. Quello che lo tradiva era la patta, perennemente aperta, gli aloni gialli sotto le ascelle, lo sguardo tenebroso a la Ben Turpin, la voce stridula e irritante e la parlata completamente sfasata, titubante e con i tempi verbali incorretti. Ciò nonostante, Carmine si sentiva furbo e fiero di sé stesso.
Un bel giorno, Carmine, decise di fondare la sua band black metal, intitolata Mortix, benché non sapesse suonare nessuno strumento, e la sua voce fosse adatta al massimo per una coverband di Alvin & The Chipmunks. Ma nonostante tutto non si scoraggiava: “Io ci provo, e voi?” diceva sempre con un sorriso sprezzante e che dimostrava che oltre alla voce aveva anche altro in comune con i Chipmunks. Cominciò così a tappezzare le bacheche pubbliche di annunci. Poiché non era ben sicuro di che strumento avrebbe suonato nei Mortix, Carmine preparò versioni diverse del suo stesso annuncio: “cantante cerca…”, “bassista cerca…”, “tastierista cerca…”, “chitarrista cerca…”. Dopo averli appesi, se ne tornò a casa tranquillo. Logicamente, ogni anima viva del paese, vedendo l’indirizzo e-mail di Carmine e il suo numero di telefono, evitò di avvicinarsi minimamente all’annuncio. Ed evitò anche di stracciarlo: nessuno di loro voleva avere a che fare minimamente con quell’individuo. Così, passarono i mesi, e il telefono di Carmine rimaneva immobile. Anche la mail di Carmine rimaneva completamente vuota, a parte qualche messaggio con il subject ”Pipìvecchiaporca”, “Analcreampie”, “DirtysanchezXXX” e “Pompino birichino”.
A questo punto, è necessario specificare, che Carmine non ricordava mai il suo numero di telefono e tanto meno il suo indirizzo e-mail, sebbene quest’ultimo fosse semplicemente costituito dal suo nome e dal suo cognome. Perché? Perché era scemo.
Comunque, passarono i mesi e il gruppo dei Mortix non si era ancora formato. Così, decise di attuare la strategia alternativa: sarebbe sceso lui in città e avrebbe telefonato alle varie persone in cerca di una band. Notò dei manifesti che, per qualche motivo, attirarono la sua attenzione: ”cantante cerca…”, “bassista cerca…”, “tastierista cerca…”, “chitarrista cerca…”. Li prese tutti e si appuntò i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail che, curiosamente, combaciavano. All’inizio Carmine pensò che appartenessero tutti alla stessa persona ma poi realizzò: “sicuramente è una di quelle band vecchio stile che vivono tutti nella stessa casa”! E così, ancora più eccitato, corse subito a telefonare. Evidentemente, però, la richiesta doveva essere molto alta perché il numero di telefono era perennemente occupato. Stufo di vari tentativi a vuoto, Carmine decise di mandare una mail a tutti. “Ciao, sono interessato alla tua proposta e vorrei fondare un gruppo death metal chiamato Mortix”. Inviò il messaggio e, nemmeno il tempo di andare in bagno, che subito la risposta era arrivata. Eccitatissimo, Carmine aprì la mail ricevuta. Diceva: ”Ciao, sono interessato alla tua proposta e vorrei fondare un gruppo death metal chiamato Mortix”. Finalmente ce l’aveva fatta!
Cominciò subito a telefonare ai vari locali, ma tutti, riconoscendo la voce, gli attaccarono il telefono in faccia. “Stupidi stolti gelosi del mio genio che fanno di tutto per boicottarmi” pensava Carmine, e continuava a telefonare. Finalmente trovò il numero di un locale che aveva appena aperto: The Blarney Stone. Il gestore era appena arrivato in città, ed era un ragazzo giovane che non aveva tardato a farsi varie amicizie, ma che, non aveva mai sentito parlare di Carmine. Perché nessuno gli aveva mai parlato di Carmine? Perché Carmine era scemo e nessuno voleva parlare di lui. Ad ogni modo, Carmine finalmente riuscì a fissare la data della sua esibizione al 10 Agosto.
Nel frattempo, il Blarney Stone cominciava a prendere piede, e tutti i giovani in città cominciarono ad affezionarsi al posto. Presto saltò fuori, nel calendario, che il 10 Agosto avrebbe suonato un gruppo, ma il gestore, sfortunatamente, si era dimenticato il nome. “Non ti preoccupare, Giacomantonio” dissero i ragazzi “conosciamo tutti i gruppi qua in zona, basta che tu ci dica chi ha telefonato e noi ti identificheremo subito il nome del gruppo”. “Boh, un certo Carmine Ronato, mai sentito nominare prima”. “Ah, quello? Sì sì, li conosciamo, si chiamano Scemox” dissero in coro e scoppiarono a ridere, dimenticandosene. “Ah sì,” risposte Giacomantonio “ricordo che era una cosa con la x alla fine”.
Nel frattempo, però, il fatidico 10 Agosto si avvicinava e Carmine era sempre più eccitato. Tuttavia qualcosa non andava: ogni volta che provava a scrivere qualcosa ai membri del suo gruppo rispondevano in maniera strana. Ad esempio, un pomeriggio, passò tutto il giorno a dirsi “Ciao!” con i suoi nuovi bandmates, senza riuscire a parlare d’altro. E ogni volta che ricordava loro che “il 10 Agosto si suona!” gli arrivava una risposta che diceva che “il 10 Agosto si suona!”. Ma erano gli unici a voler suonare con lui, e non poteva certo lamentarsi. Il 10 Agosto finalmente si presentò al Blarney Stone e trovò scritto: “Questa sera, al Blarney Stone, in concerto SCEMOX”. Carmine si agitò tantissimo: “Dovevamo suonare noi Mortix! Chi sono questi Scemox?”. Provò a telefonare a gli altri, ma il segnale era sempre occupato. Aspettò tre ore e alla fine tornò a casa sconsolato. Mandò un messaggio a tutti: “Non è così che ci si comporta”, scrisse. La risposta che gli venne data fu: ”Non è così che ci si comporta”, e Carmine allora si rese conto che anche i suoi bandmates erano come tutti gli altri. Spense il PC e andò al balcone di casa sua. Il 10 Agosto era la notte di San Lorenzo, e il cielo era pieno di stelle cadenti. Carmine cominciò a pensare a lungo e alla fine arrivò alla conclusione che la colpa era sua, solo sua. “Le mie capacità intellettive superiori al resto del mondo non mi hanno però fatto capire come si tratta la gente”. Guardò intensamente una stella e disse ad alta voce: “Io desidero una mente maggiore, così potrò finalmente farmi capire dalla gente”.
Carmine Ronato venne trovato morto due settimane più tardi, con la testa aperta. Inizialmente si pensò ad un omicidio, ma non c’erano tracce di percosse. Il fatto che sembrava inspiegabile è che pareva che il cervello fosse cresciuto improvvisamente. Le cause del decesso vennero inizialmente attribuite all’apertura della scatola cranica, ma in realtà Carmine era morto prima di questo fatto. Il cervello, infatti, aumentando di proporzione aveva fatto schizzare gli occhi come palline da golf (un bulbo oculare venne trovato sulla credenza, mentre l’altro stava su un lampadario, in una stanza della casa accanto), e aveva intasato le vie nasali, impedendo la respirazione.
Carmine avrebbe dovuto specificare cosa intendeva per “mente maggiore” o quantomeno avrebbe dovuto chiedere anche una scatola cranica maggiore. Ma non lo aveva fatto. Perché? Perché era scemo.
